Raccontando Rochi Giò … 2016

I ragazzi di “Rochi Giò”, andranno in vacanza.

è stato un anno pieno di attività.

Il progetto è andato avanti, e andrà avanti, anche  l’anno prossimo.

 

Il pugilato, lo sport su cui si fonda, ha coinvolto alcuni ragazzi che si sono iscirtti alle nostre palestre, e svolgono le attività con passione.
Rochi Giò, il nostro eroe, il nostro pugile, il più forte di tutti, simbolo del nostro progetto, lo immagino come se fosse lui “lo spirito guida”, che non si arrende mai, come Rocky Balboa, Margaret “Maggie” Fitzgerald, Toro Scatenato, Apollo Creed, ecc.

 

La boxe è una grande sfida, sempre.

 

I combattenti, pieni di adrenalina, si guardano negli occhi prima di combattere, e si impegnano a svolgere la lotta più leale possibile.

 

Rochi è il nostro simbolo: un pugile forte, buono, corretto e determinato.

Non si arrende mai a nessuna difficoltà, e anche se sconfitto, saprà sempre di essersi comportato da uomo onesto.

 

Questi sono I principi che ci auguriamo di passare ai giovani combattenti, il futuro di questo sport, fatto di storia.

 

Andiamo in vacanza soddisfatti, consapevoli di aver fatto il nostro meglio, di essere stati determinati come Rochi, il nostro beniamino, di aver combattuto per portare avanti il nostro ideale.

La lotta continuerà … a settembre.

 

Ringraziamo i ragazzi che fanno parte del nostro sogno, le pugliesse Valentina Alberti, Sara Corazza, le nostre campionesse.

 

Ringraziamo Silvia D’Orazi, con cui abbiamo collaborato per realizzare il suo di sogno, il suo documentario.

Il suo duro lavoro l’ha ricompensata: ( http://www.lafune.eu/silvia-dorazi-la-registra-viterbese-che-ha-trionfato-allinternazionale-sport-film-fest/ )

 

Buone vacanze a tutti gli atleti, grazie a tutti coloro che ci hanno accompagnato in questo percorso.

 

– Paolo Pileggi

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È morto Alì

È morto Alì.

Sicuramente non serve scrivere altre parole su questo avvenimento, ma è una piccola esigenza che sento.

È morto Alì.

Lo ripeto per concretizzarlo nella mia testa, un po’ come faceva lui: ha ripetuto così tante volte di essere il migliore, ‘The Greatest’, che alla fine lo è diventato.

È morto Alì.

Forse no.

Sicuramente si svolgeranno i funerali a Louisville, Kentucky, venerdì 17 – alla faccia della scaramanzia – giugno, ma come ogni arte e la boxe lo è per antonomasia, non basta la morte per cancellarla. Non basta la morte per far dimenticare le gesta sportive, i combattimenti fisici e morali, le battaglie spirituali, le pene e le sofferenze di un uomo che ha sempre fatto ciò amava e detto ciò che pensava.

Non basta la morte per far morire Alì.

 

Alì è vivo.Muhammad Ali

IL PIU’ GRANDE

Addio a Muhammad Ali –  Gianni Minà: “Quando lo portai da Wojtyla”

Aveva 74 anni e il Parkinson, ricoverato a Phoenix in Arizona. Tyson commosso: «Dio è venuto a prendersi il suo campione»

Gianni Minà ricorda Muhammad Ali: le imprese sportive, l’impegno civile e gli incontri con il campione a Roma. “Una volta mi disse che voleva incontrare Giovanni Paolo II: andammo in Vaticano e con Wojtyla finimmo a parlare di boxe”

Intervista di Francesco Fasiolo

Riprese e montaggio di Giulio Lamonica

immagini tratte dal documentario ‘Quando eravamo re’ di Leon Gast

http://video.repubblica.it/dossier/addio-a-muhammad-ali/addio-a-muhammad-ali-gianni-mina-quando-lo-portai-da-wojtyla/241927/241927

 

FONTE LA REPUBBLICA

 

 

 

 

Pallone e opere buone…Bologna, un torneo di calcio per aiutare le famiglie dei bambini disabili

Ed ecco ancora una volta un esempio di come lo sport non abbia confini.

L’associazione Mongolfiera Onlus, che ha l’obiettivo di riconoscere, promuovere e valorizzare una cultura dell’accoglienza, della disabilità e della vita che metta al centro la persona nella sua piena dignità fin dal concepimento e indipendentemente dallo stato di salute psicofisico e dell’eventuale condizione di disagio, organizza per il terzo anno consecutivo un torneo di calcio per aiutare le famiglie dei bambini disabili.

Si sfideranno tra loro 15 squadre che rappresentano istituzioni, ordini professionali e aziende della città. Finale presso lo stadio Dall’Ara per “la partita delle stelle”: tra gli ospiti ci saranno Paramatti, Hubner e Nervo.

 Ogni anno l’associazione Mongolfiera eroga contributi e borse di studio attraverso la borsa “Giacomo” alle famiglie con bambini affetti da disabilità e le risorse arrivano da manifestazioni come questa dove si incontrano la passione per il calcio e la beneficenza.

L’ evento si svolgerà presso lo stadio comunale di Granarolo e avrà il titolo di “TROFEO MONGOLFIERA”.

 La finale, invece, grazie alla disponibilità di Bologna, si terrà l’11 Giugno al dall’Ara e tra gli ospiti ci saranno Giancarlo Marocchi, Andrea Sussi, Franco Baresi e l’arbitro bolognese Nicola Rizzoli che hanno dato tutti quanti il loro contributo a sostegno della causa.

Il presidente dell’Associazione Davide De Santis dice: “il torneo testimonia che se non si parte da un’amicizia e una condivisione non si costruisce nulla di autentico e duraturo. Questo l’ideale con cui ogni giorno aiutiamo le famiglie che vivono l’esperienza della disabilità”

Inoltre all’organizzazione del torneo hanno partecipato Illumia, Deutsche Bank e gli avvocati “Toghe nel pallone”.

 

Fonte Repubblica.it

 

“Coraggio e rispetto delle regole, in campo e fuori ….ecco cosa serve”

Il fischietto bolognese sostiene la Fondazione “Dopo di Noi”. E si “autoinvita” in casa di due giovani affette dalla sindrome di Down

 

L’arbitro Nicola Rizzoli si rivolge a due ragazzi disabili e gli dice: “Se mi invitate a casa vostra cuciniamo insieme”. Non è una gag, né uno spot pubblicitario. E’ andata proprio così. Rizzoli si è presentato martedì mattina in via Tiarini, dietro la stazione a Bologna, per sostenere la Fondazione “Dopo di Noi”, una onlus che dal 2003 realizza progetti e servizi per garantire un futuro sereno alle persone con disabilità ed ai loro familiari.

In particolare la Fondazione si occupa di persone con disabilità intellettiva e con sindrome di Down. Le attività si articolano in tre aree principali, che vanno dalla sperimentazione di progetti abitativi a percorsi individualizzati e aiuto ai genitori sino alla consulenza di tipo giuridico con corsi per amministratori di sostegno.

E il fischietto si “autoinvita”

Due ragazze affette da sindrome di Down hanno spiegato che da un po’ vivono insieme: “Una cucina e l’altra lava i piatti e ci alterniamo”. Ed è in quel momento che Rizzoli si è simpaticamente invitato. “Non siete voi a dover ringraziare me per la mia presenza – ha poi detto rivolto alla Fondazione –  ma io che ringrazio voi per le emozioni che mi trasmettete, perché questo è un progetto geniale, un’idea che funziona e porta risultati”.

Cesira Berardi, presidente della Fondazione, l’ha ringraziato pubblicamente sottolineando “come Nicola abbia incontrato alcuni di questi ragazzi che partecipano ai nostri progetti, avvicinandosi alle loro storie con una disponibilità ed un’umanità straordinarie”.

“Rispettare le regole”.

Rizzoli ha parlato del rispetto delle regole in campo e di quanto queste regole siano importanti nella vita di tutti i giorni. E ha aggiunto “che ci vuole coraggio a rispettarle, quel coraggio che serve a tutti noi e a questi ragazzi – ha detto rivolgendosi ad alcuni disabili presenti nella sede della Fondazione – dico di avere fiducia e di provare sempre a vivere col sorriso”.

 

FONTE  la repubblica.it 05/05/16

Più brave per forza!

Dopo aver fatto le riprese con “A qualcuna piace il calcio”, con Silvia D’Orazi, il cugino Federico, e la loro amica Chiara, abbiamo presentato un’anteprima delle riprese insieme alla presentazione del libro di Cristina Falco, “Più brave per forza, Storie di donne e sport dal Novecento a oggi”.

Tale libro, come dice il titolo, parla di incontri dell’autrice con donne che fanno sport.

Il clima è tranquillo, lo spazio “Menomale” è un luogo particolare che risveglia alcune emozioni di nostalgia.

Forse perché è piena di foto dagli anni ’60 in poi.

A questo incontro vengono le persone che avevamo intervistato in precedenza: Asia Lanzi e il padre, Ilaria dalla Bononia Boxe, e Moreno Barbi.

Intervengono Davide Grilli, Presidente Consulta Sport Bologna e Ilaria Giorgetti, Presidente Quartiere Santo Stefano Bologna.

Le prime a parlare, appena la sala si riempie, sono Silvia e Chiara.

Presentano la loro idea di progetto di “A Qualcuna piace il Calcio”, esprimendo di nuovo il loro entusiasmo e la loro determinazione.

Esattamente come fanno le ragazze nelle interviste: prima le ragazze del “Roller Derby”, e poi le ragazze boxiste.

Asia Lanzi skater dalla OZ, Valentina Alberti, Sara Corazza della Tranvieri. Solo loro due nell’anteprima de “A qualcuna piace la boxe”.

Dopo l’anteprima, parla Davide Grilli sul libro di Cristina Falco e sulla realtà femminile.

Cristina Falco narra le sue avventure e i suoi incontri con le donne che fanno sport. Ognuna di esse aveva la stessa determinazione delle donne intervistate.

Dopo questa conferenza come succede in ogni salotto letterario, si mangia, si brinda al documentario, e si discute di esso.

Andiamo con le nostre ospiti romane a fare un aperitivo, io porto con me un rollinz di Obi Wan Kenobi che il gestore del Menomale fa la cortesia di regalarmi.

In qualche modo mi ricordava più Vincent Van Gogh rispetto a Obi Wan.

Dopo questo aperitivo salutiamo a malincuore Silvia D’Orazi e compagnia, purtroppo questa bella esperienza è finita.

La bellezza di tale esperienza è stata la consapevolezza di aver fatto qualcosa di utile e di bello. Aver scoperto realtà che si ignorano a cui non in molti fanno caso.

E con quasi rabbia, sapere che ancora oggi, la realtà femminile viene sottovalutata.